incendio
della petroliera Anita Monti
home
page
Il
sinistro marittimo avrebbe potuto portare conseguenze inimmaginabili :
perdite di vite umane e disastro ambientale lungo le coste del Sud
Africa ( le 200.000 tonnellate di greggio sono all'incirca il doppio
del carico della Torrey Canyon ) - La Corona Navale al merito ricevuta
da tutto l'equipaggio si commenta da sola.
Riporto il resoconto integrale
del Dir.Macch. Giorgio Santagata sul " giornale di macchina
parte 2a "
Alle
0008 circa sono svegliato dall'allarme incendio in macchina.
Mi alzo e mi avvio il più rapidamente possibile
giù per le scale,
seguito dal 3° Macchinista Ricci. Cerchiamo di entrare nel
locale
macchine dalla discesa del carruggetto trasversale del ponte di
coperta. Ciò non è possibile perchè
fuoriesce fumoin quantità tale da
impediredi proseguire. Scendiamo in macchina attraverso la sfuggita
della centrale di controllo.
Al mio arrivo in macchina (0010) le fiamme arrivano all'altezza degli
oblò della centrale. L'Ufficiale di Guardia Sig. Tealdi sta
comunicando
sul ponte di comando circa la gravità dell'incendio. Il
Caporale
Gagliardi sta scaricando un estintore. Dall'estensione dell'incendio e
dalla impossibilità di respirare giudico che si debba usare
l'anidride
carbonica e pertanto do ordine al 2° Macchinista Tealdi, al
3°
Macchinista Ricci ed al Caporale Gagliardi di abbandonare il locale.
Spengo la caldaia principale e fermo la pompa dell'olio. Nel frattempo
le fiamme fanno scoppiare i vetri di due oblò ed
incominciano ad
entrare nella centrale.
Abbandono
il locale attraverso la sfuggita. All'uscita della sfuggita incontro il
Comandante e gli comunico la necessità di scaricare subito
tutte le
bombole di CO2 nel locale macchina per lo spegnimento dell'incendio.
Mentre
viene eseguita questa operazione mi assicuro , per quanto possibile,
che tutte le aperture con il locale macchine siano chiuse. Metto in
funzione il Diesel di emergenza che si inserisce regolarmente nella sua
rete. Mi assicuro che tutte le bombole di anidride carbonica stiano
scaricandosi regolarmente e che tutte le valvole motorizzate
interessanti combustibile e olio lubrificante siano chiuse. Dalle prese
aria dei ventilatori di arieggiamento e dalle griglie della ciminiera
esce fumo in notevole quantità per cui si provvede subito a
sigillare
il tutto mediante strisce di naylon, tendoni , ecc. ecc. Alle 0130
manca l'eccitazione all'alternatore di emergenza per cui manca la luce
ed entra in funzione il circuito luci di soccorso alimentato a
batterie. Alle 0245, riparato il guasto, si da tensione alle luci di
emergenza, alla stazione radio ed a tutto ciò che
è alimentato dal
quadro di emergenza.
L'Ufficiale
di guardia in macchina nel momento del sinistro, Sig. Tealdi, mi
comunica quanto segue :
Alle
0008 è suonato l'allarme incendio zona 3 .
L'Ufficiale esce
dalla
centrale vede il fuoco sulla turbina A.P. nella zona
2°/3°
spillamento verso centro nave. L'altezza delle fiamme non arriva alle
serrette del ballatoio della manovra convenzionale . L'ufficiale scende
sul ballatoio della manovra convenzionale mandando il caporale,
sopraggiungente nel frattempo da dietro la caldaia principale, a
prendere estintori. Ha l'impressione che schizzi olio ma non ha potuto
individuare da dove. Sono stati scaricati estintori sia dall'ufficiale
dall'alto che dal Caporale dal basso. Nonostante ciò il
fuoco divampa
di
colpo tanto da raggiungere l'Ufficiale tanto che ha dovuto ritirarsi..
Rientra in centrale (0010) e si mette in comunicazione con il ponte
affinchè sia dato l'allarme di incendio grave. A questo
punto arriva in
centrale anche il sottoscritto ed il 3° Macchinista Ricci
.
L'incendio
è avvenuto nel locale motore in prossimità della
turbina di alta
pressione per la rottura del manicotto flessibile dello scarico olio di
raffreddamento del reggispinta. Il contatto dell'olio
caldo con
superfici altrettanto calde ne ha provvocato l'accensione ( temperature
di 210°-220° e di 510°C)
Lo
spegnimento dell'incendio è avvenuto, in pratica, in due
tempi : prima
mediante scarico dell'intera batteria di anidride
carbonica, poi dall'alto (osteriggi) con introduzione di manichette BTW
alimentate dalla pompa sos - questa seconda fase ha comportato
l'allagamento dell'intero locale macchina sino ad un livello di circa 7
metri (dalla linea di costruzione al piano valvole di manovra)
immagini
e resoconti sono stati gentilmente forniti da Lorenzo Santagata
©
2006-2011
roberto iori